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Sergio Ballarini

Narrativa storico-spirituale · Romanzo biblico

Fino all'orlo

Il romanzo del vasaio di Cana che seguì Gesù da lontano

Cana di Galilea, anno 67. Una giara bianca accanto alla porta. Ioram, vasaio orgoglioso e devoto, riempie le giare fino all'orlo alle nozze di Cana. Da quella notte segue Gesù di nascosto, fino alla croce.

  • Sergio Ballarini
  • 2026
  • 146 pagine (caratteri grandi) · eBook Kindle
Copertina del libro «Fino all'orlo» di Sergio Ballarini
Il libro

La storia

Cana di Galilea, anno 67. Le legioni di Vespasiano assediano Iotapata, a tre ore di cammino. Ioram ha sessantasei anni, le mani di chi ha lavorato la pietra per tutta la vita e una giara bianca accanto alla porta di casa. Prima di fuggire sulle montagne accende la lucerna e decide di raccontare la storia che gli ha cambiato la vita.

Quarant'anni prima era un vasaio orgoglioso e devoto. Scolpiva vasi di pietra per la purificazione e guardava dall'alto in basso chi non osservava la Legge. Quando sua sorella sposò Eliab, un vignaiolo allegro che non si lavava mai le mani, Ioram le regalò sei giare di pietra: un dono generoso e una lezione.

Il terzo giorno della festa il vino finì. Una donna di Nazaret disse al figlio soltanto: «Non hanno vino». Poi si voltò verso i servi, e verso Ioram: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». E Ioram, senza credere a niente, portò l'acqua su e giù dalla fonte per tutta la notte, finché le giare furono piene fino all'orlo.

Da quella notte non riuscirà più a smettere di chiedersi chi sia quell'uomo. Ma ha paura di perdere la stima del suo maestro fariseo, i clienti, il rispetto del villaggio. Così comincia a seguirlo di nascosto: sempre in fondo alla folla, dietro una colonna, con il mantello sulla testa.

Vede un ragazzo morto alzarsi dalla bara alla porta di Nain, mangia il pane d'orzo che non finisce sulle rive del lago, arriva a Gerusalemme per la Pasqua, grida «Osanna» e, pochi giorni dopo, nega di conoscerlo. E sotto la croce scopre di avere fede da molto più tempo di quanto avesse il coraggio di ammettere.

Un romanzo per chi crede e per chi cerca, per chi segue Dio da lontano e non ha ancora trovato il coraggio di dirlo. Adatto ad adulti e ragazzi dai 14 anni, a gruppi di lettura, parrocchie e catechesi.

«Io ho portato l'acqua. Il vino, l'ha tenuto da parte lui.»
Tematiche

Che cosa racconta

01

Un punto di vista nuovo

Il Vangelo raccontato non da un apostolo o da un santo, ma da un artigiano pieno di dubbi in cui chiunque può riconoscersi.

02

Una fede che nasce piano

Non arriva con un miracolo, ma tra paure, vergogne, ricordi e stupore.

03

Fedeltà ai Vangeli

I fatti e le parole di Gesù seguono i quattro Vangeli; Ioram e la sua famiglia vivono negli spazi che i Vangeli lasciano senza nome.

04

La Galilea del I secolo

Le nozze di villaggio, la Legge della purità, la Pasqua a Gerusalemme, il mestiere della pietra.

Trailer

Il trailer del libro

Trailer

Fino all'orlo — Trailer

Cana di Galilea, una festa di nozze, sei giare di pietra. Una era la sua. Dalla festa fino alla croce.

Scopri «Fino all'orlo»
Struttura

Indice

  1. Prologo – Cana, anno 67
  2. 1. La pietra bianca
  3. 2. Sotto il fico
  4. 3. Il terzo giorno
  5. 4. Non hanno vino
  6. 5. Fino all'orlo
  7. 6. Il ciglio del monte
  8. 7. Un'ora dopo mezzogiorno
  9. 8. La porta di Nain
  10. 9. Dodici ceste
  11. 10. Il bicchiere e il piatto
  12. 11. La strada di Gerico
  13. 12. L'ora
  14. 13. Il calice
  15. 14. Ecco l'uomo
  16. 15. Il vaso d'aceto
  17. 16. L'acqua del terzo giorno
  18. 17. Il monte di Galilea
  19. Epilogo – A te che leggi
Galleria

Immagini dal libro

Estratto · Prologo e capitolo quinto

Leggi le prime pagine

Mi chiamo Ioram, figlio di Eleazar. Ho fatto giare per tutta la vita, e una giara, una sola, ha deciso tutto il resto.

Lo dico subito, perché chi legge sappia con chi ha a che fare. Non sono un sacerdote, non sono uno scriba, non sono stato uno dei Dodici. Ho prestato la mia giara per una festa di nozze, e poi l’ho seguito di nascosto, dalla Galilea fino alla croce. Le mie mani conoscono la pietra bagnata, il peso dello scalpello e la ruvidezza della cinghia del tornio. Conoscono poco le tavolette e meno ancora le pergamene. Se scrivo storto, perdonatemi: le lettere le ho imparate bene da vecchio, e le lettere, come i muli, non si lasciano domare da chi arriva tardi.

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