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Sergio Ballarini
Approfondimenti storici

Le sei giare di pietra di Cana: che cosa erano davvero

Perché a Cana le giare erano di pietra e non di terracotta? La purità rituale nella Galilea del I secolo e le scoperte archeologiche vicino a Kafr Kanna.

Sergio Ballarini · · 3 minuti di lettura

<p>Nel Vangelo di Giovanni c'è un dettaglio che quasi tutti leggono in fretta. Alle nozze di Cana, prima del primo segno di Gesù, l'evangelista si ferma a descrivere i contenitori: erano lì <strong>sei giare di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da due a tre misure</strong> (Gv 2,6). Non anfore qualsiasi: giare di pietra.</p> <p>È proprio da questo dettaglio che nasce <em>Fino all'orlo</em>. Il narratore, Ioram, è l'artigiano che quelle giare le ha scolpite.</p> <h2>Perché proprio la pietra</h2> <p>Nel mondo antico quasi tutto il vasellame di uso quotidiano era di terracotta. Ma la Legge stabiliva che un vaso di terra in cui cadeva qualcosa di impuro diventava impuro a sua volta e andava spezzato (Levitico 11,33). Secondo l'interpretazione dei maestri del tempo, invece, la pietra non riceveva l'impurità: un vaso di pietra restava puro.</p> <p>Per questo, nel I secolo, gli ebrei della Giudea e della Galilea usavano largamente vasi di pietra calcarea tenera, lavorata al tornio o con lo scalpello. Erano perfetti per conservare l'acqua con cui ci si lavavano le mani prima dei pasti. Gli archeologi parlano scherzosamente di una vera e propria «età della pietra» ebraica.</p> <p>Nel romanzo Ioram lo spiega così:</p> <blockquote> <p>«La pietra di Cana è bianca come il latte cagliato e tenera come il formaggio vecchio. […] Appena la tagli è umida e morbida, e si lascia lavorare quasi come il legno. Poi, all'aria, indurisce, e diventa per sempre.»</p> </blockquote> <h2>Le botteghe ritrovate in Galilea</h2> <p>Nel 2016, nella località di ʿEinot Amitai, vicino a Nazareth, un gruppo guidato dall'archeologo Yonatan Adler ha scavato una grande grotta ricavata in una collina di gesso calcareo. Era una cava e insieme un laboratorio: al suo interno sono stati trovati migliaia di scarti di lavorazione e vasi a diversi stadi di produzione. La grotta si trova poco a sud di Kafr Kanna, uno dei due luoghi che gli studiosi indicano come la Cana del Vangelo (l'altro è Khirbet Qana, qualche chilometro più a nord-ovest).</p> <p>Gli archeologi sono prudenti: finora lì sono emersi soprattutto boccali e ciotole, non grandi giare. Ma la scoperta mostra che in quella zona della Galilea si producevano vasi di pietra per la purità rituale, e rende del tutto verosimile che le giare di cui parla Giovanni fossero lavorate da artigiani del posto.</p> <h2>Quanto contenevano</h2> <p>Le «misure» di cui parla il Vangelo sono metrete, un'unità di circa 39 litri. Ogni giara conteneva dunque fra gli 80 e i 120 litri circa: sei giare, fino a settecento litri. Portarle tutte «fino all'orlo» con le brocche dalla fonte del villaggio voleva dire salire e scendere per ore.</p> <p>Nel quinto capitolo del romanzo, Ioram ricorda proprio questo:</p> <blockquote> <p>«[…] quando si racconta questa storia, la sera, tra i fratelli, si dice: "Riempite d'acqua le anfore", e subito dopo: "e le riempirono fino all'orlo", e sembra che sia passato un momento. Non è passato un momento. È passata quasi tutta la notte.»</p> </blockquote> <h2>Un segno dentro un oggetto quotidiano</h2> <p>Le giare della purificazione erano il segno di un'osservanza attenta, quasi ansiosa. Nel racconto di Cana quell'acqua diventa il vino buono di una festa. <em>Fino all'orlo</em> prova a guardare questo passaggio con gli occhi di chi ha costruito le giare con le proprie mani, e ha dovuto imparare che l'uomo può portare l'acqua, ma il vino è un dono.</p> <p><em>Fonti: Vangelo di Giovanni 2,1-11; Levitico 11,33; resoconti degli scavi di ʿEinot Amitai (Ariel University, Israel Antiquities Authority, Biblical Archaeology Society, 2016).</em></p>
Copertina del libro «Fino all'orlo» di Sergio Ballarini
Il libro

Fino all'orlo

Ioram, vasaio orgoglioso e devoto, riempie le giare fino all'orlo alle nozze di Cana. Da quella notte segue Gesù di nascosto, fino alla croce.

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